██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Cirsium
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwcqmwcgCirsium mwcwmwdaMiller mwdq1754 è un mwdggenere di piante mwdwangiosperme mweadicotiledoni appartenenti alla mweqfamiglia delle mwegAsteracee, dall'aspetto di mwewerbacee annuali o perenni tipicamente provviste di aculei.cite-ref-apgiv-1-0[1]cite-ref-kew-2-0[2]
Contents
• Radici
• Fusto
• Foglie
• Fiori
• Frutti
• Biologia
• Usi
• Cucina
• Ecologia
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Etimologia
Il nome del mwhwgenere (mwiaCirsium) deriva dalla parola greca mwiqkirsos = mwigvarice; da questa radice deriva poi la denominazione mwiwKirsion, un vocabolo che sembra servisse ad identificare una pianta usata per curare questo tipo di malattia. Da mwjakirsion in tempi moderni il botanico francese mwjqTournefort (1656 - 708) derivò il nome mwjgCirsium dell'attuale mwjwgenere.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]
Il nome italiano “Cardo” è abbastanza generico in quanto nel linguaggio comune si riferisce a diversi mwmqgeneri e mwmgspecie di piante. Tra i mwmwgeneri che vengono chiamati direttamente “cardo”, oppure hanno una o più mwnaspecie che comunemente si chiamano con questo nome citiamo: mwnqmwngCarduus, mwnwCarduncellus, mwoqmwogCarlina, mwowmwpaCentaurea, mwpqCnicus, mwpwmwqaCynara, mwqqmwqgEchinops, mwqwmwraGalactites, mwrqmwrgJurinea, mwrwmwsaOnopordum, mwsqmwsgScolymus, mwswmwtaSilybum, mwtqmwtgTyrimnus, tutti della mwtwfamiglia delle mwuaAsteracee. Ma anche in altre mwuqfamiglie abbiamo dei mwuggeneri con delle mwuwspecie che volgarmente vengono chiamate "cardi": il genere mwvamwvqEryngium della famiglia delle mwvgApiaceae o il genere mwvwmwwaDipsacus della famiglia delle mwwqDipsacaceae.
In francese il cardo viene chiamato mwwwChardon sauvages, mentre in inglese si chiama mwxaWild cardoons.
La prima descrizione di questo genere si è avuta per opera del botanico scozzese mwxgPhilip Miller (1691 – 1771) nella pubblicazione "mwxwGardeners Dictionary" del 1754.cite-ref-5[5]
Descrizione
Sono piante erbacee o mwzgsub-arbustive, annue, bienni o perenni con altezze che possono andare da pochi decimetri fino a 4 metri (mwzwCirsium subcoriaceum mwaq(Less.) Sch.Bip.). Le forme biologiche prevalenti delle mwagspecie di questo genere sono (relativamente alla flora spontanea della penisola italiana): mwawemicriptofite scapose (mwbaH scap) e mwbqemicriptofite bienni (mwbgH bienn).cite-ref-pign-6-0[6]cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]cite-ref-kj-11-0[11]cite-ref-fs-12-0[12]cite-ref-herr-13-0[13]cite-ref-efloras-14-0[14]
Radici
Fusto
I fusti sono eretti, da uno a molti per pianta, ramificati o semplici. Spesso sono spinosi e mwmqalati a causa delle foglie mwmgdecorrenti verso il basso. Generalmente il fusto prosegue sottoterra con robusti mwmwrizomi.
Foglie
Le foglie si dividono in mwngbasali e mwnwcauline. Quelle basali in genere formano una rosetta basale; nelle piante a ciclo biologico bienne durante il primo anno è solamente questa parte che si sviluppa (la fioritura avviene nel secondo anno). Le foglie lungo il caule sono alterne, mwoasessili e semi- mwoqamplessicauli. La lamina è intera o divisa con forme lineari o mwoglanceolate o 1-3-pennatosette. Il margine fogliare è finemente dentato o è dentato in modo grossolano; in tutti i casi sono spinose sia per spini molli che duri e rigidi e a volte anche molto lunghi. Le pagine superiori possono essere lisce o scabre generalmente colorate di verde; quella inferiore a volte può essere molto pelosa. Le foglie inferiori sono generalmente divise, quelle superiori progressivamente ridotte e intere.
Infiorescenza
L'mwpqinfiorescenza è formata da grandi mwpgcapolini discoidi, normalmente terminali su medi-lunghi mwpwpeduncoli, composti da molti fiori. I capolini possono essere solitari o multipli con formazioni mwqaracemose, mwqqpanicolate o mwqgcorimbose. I mwqwcapolini, come in tutte le mwraAsteraceae, sono formati da un mwrqinvolucro composto da mwrgsquame al cui interno un mwrwricettacolo fa da base ai fiori (quelli periferici del mwsaraggio – assenti nelle specie di questo genere - e quelli interni del mwsqdisco). L'mwsginvolucro è a forma più o meno ovoidale (o sferica o cilindrica) provvisto di numerosi ranghi di mwswsquame mwtaembricate. Le mwtqsquame sono disposte su 5 – 20 serie; quasi sempre sono mwtgmucronate (o spinose) all'apice; quelle più interne sono senza spine e piatte; in alcune specie sono più simili a foglie che a squame. Il ricettacolo è piatto o convesso, senza pagliette a protezione della base dei fiori. I fiori sono da 25 a 200 per capolino.
Fiori
Il colore dei fiori è in prevalenza porporino; ma vi sono mwuqspecie cono altri colori come il bianco, il carnicino, il giallo – cedrino o anche giallo – bianchiccio. I fiori sono solamente del tipo mwugtubuloso (il tipo mwuwligulato, presente nella maggioranza delle mwvaAsteracee, qui è assente), sono inoltre mwvqermafroditi (raramente sono unisessuali), tetraciclici (mwvgcalice– mwvwcorolla – mwwaandroceo – mwwqgineceo) e mwwgpentameri. I fiori sono tutti fertili, ma vi sono dei casi nei quali i fiori più periferici sono sterili.
• mwxqFormula fiorale:
mwyamwyqmwygmwywmwzamwzq/x mwzgK mwzw ∞ ∞ {\displaystyle \infty } , [mw0aC (5), mw0qA (5)], mw0gG 2 (infero), acheniocite-ref-judd520-15-0[15]
Frutti
Il mw8qfrutto è un mw8gachenio a forma generalmente ovoidale a volte compresso (di forma bislunga), mentre a volte può essere globoso o piriforme. La superficie può essere liscia e mw8wglabra. Nella parte apicale è presente un anello. Caratteristico è il mw9apappo mw9qpersistente (o caduco) formato da più serie (da 3 a 5) di piume saldate alla base. Un importante elemento di distinzione di questo mw9ggenere dagli altri è il tipo di setole del mw9wpappo che nel mw-agenere mw-qCirsium sono piumose (in altri mw-ggeneri, ad esempio nel mw-wgenere mw-amw-qCarduus le setole sono lisce o dentellate). Ma anche la forma dell'mw-gachenio è un importante carattere di distinzione dai mw-wgeneri vicini.
Biologia
• Impollinazione: l'mwaqmimpollinazione avviene tramite insetti (mwaqqimpollinazione entomogama). Gli insetti sono del tipo farfalle diurne e notturne (mwaqulepidotteri, mwaqyfalene e mwaqccoleotteri) e mwaqgapi.
• Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
• Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – mwaqsdisseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mwaqwmirmecoria).
Tassonomia
La mwaq8famiglia delle mwaraAsteracee (o mwareCompositae, mwarimwarmnomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre mwarq23000 mwaruspecie distribuite su mwary1535 mwarcgeneri,cite-ref-judd520-15-1[15] oppure mwarw22750 specie e mwar01530 generi secondo altre fonticite-ref-17[17] (una delle mwasichecklist più aggiornata elenca fino a mwasm1679 generi).cite-ref-18[18] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.cite-ref-apgiv-1-1[1]cite-ref-kj-11-1[11]cite-ref-19[19]
Filogenesi
Il genere di questa voce è inserito nel gruppo tassonomico della sottotribù mwavaCarduinae.cite-ref-herr-13-2[13] In precedenza provvisoriamente era inserito nel gruppo tassonomico informale "Carduus-Cirsium Group" (ora questo gruppo è descritto all'interno della sottotribù).cite-ref-kj-11-3[11] La posizione filogenetica di questo geere nell'ambito della sottotribù è abbastanza vicina al "core" della sottotribù (con il genere mwavkmwavoCarduus forma un "mwavsgruppo fratello") e dalle analisi molecolari è stato calcolato in 7,2 milioni di anni fa la separazione di questo genere dal resto del gruppo (è stato l'ultimo a separarsi).cite-ref-barr-20-1[20]cite-ref-ack-21-1[21]
Il mwawugenere mwawyCirsium spesso viene botanicamente "confuso" con altri generi come quello del mwawcmwawgCarduus o mwawkCnicus (e di altri ancora). Le mwawsspecie del primo mwawwgenere ad esempio sono molto simili a quelle del mwaw0Cirsium, anche se una certa distinzione è possibile servendosi dell'aspetto del mwaw4pappo (in mwaw8Cirsium è formato da setole piumose; mentre in mwaxamwaxeCarduus è composto da pagliette denticolate scabre).
Questo genere appartiene al gruppo delle mwaxmAsteracee con mwaxqcapolini a soli fiori mwaxutubulosi e al sottogruppo "Piante spinose". Quest'ultima è una distinzione pratica (senza valore mwaxytassonomico) per individuare facilmente i vari mwaxcgeneri di una famiglia estremamente numerosa. Ulteriori distinzioni si possono avere in base alla mwaxgmorfologia del mwaxkfrutto mwaxoachenio.
Il genere mwaxwCirsium appartiene alla mwax0tribù delle mwax4Cardueae (da alcuni autori indicata come mwax8Cynareae), tribù che il mwayaSistema Cronquist assegna alla mwayesottofamiglia mwayiCichorioideae e che invece la mwaymclassificazione APG colloca nella mwayqsottofamiglia mwayuCarduoideae.cite-ref-22[22]
Il mwaysnumero cromosomico di base per questo genere è: 2n = 34 per l'areale Eurasiatico, e 2n = 30 per quello nord Americano.cite-ref-kj-11-4[11]
In base ad analisi di tipo mwazifilogenetico combinata sul mwazmDNA nucleare e sui mwazqcloroplasticite-ref-mpe-23-0[23] il genere mwazkCirsium risulta inserito (come detto sopra) nel gruppo "Carduus-Cirsium Group" insieme ai seguenti generi:cite-ref-ack-21-2[21]
• Carduus-Cirsium group:
• mwaaimwaamCarduus mwaaqL.
• mwaaymwaacNotobasis mwaagCass.
• mwaaomwaasPicnomon mwaawAdans.
• mwaa4mwaa8Silybum mwabaAdans.
• mwabimwabmTyrimnus mwabqCass.
Questo gruppo, le cui specie sono distribuite soprattutto nella regione mediterranea, è caratterizzato da piante mwabyerbacee spinose (raramente senza spine) a ciclo biologico annuale, bienne e perenne. Le mwabcfoglie sono mwabgdecorrenti e spesso i fusti sono mwabkalati. I mwabocapolini sono caratterizzati da fiori mwabsomogamici (raramente quelli esterni sono sterili). Il colore delle mwabwcorolle è generalmente porpora, ma anche giallo o bianco (meno spesso giallo). Le mwab0antere hanno delle corte code con mwab4filamenti papillosi. I frutti mwab8acheni hanno una superficie liscia e sono strettamente ob-ovoidi, ob-lunghi o orbicolati.cite-ref-kj-11-5[11]
Variabilità e Ibridi
Le mwacyspecie del mwaccGenere mwacgCirsium si presentano da un punto di vista mwackmorfologico con molte varianti (sono piante con un alto grado di mwacopolimorfismo dovuto alla presenza di più di un mwacsallele per un dato mwacwlocus). Questo è dovuto anche al fatto che facilmente si mwac0ibridano tra di loro e se in alcuni mwac4ibridi la fertilità risulta ridotta, in altri vi è una chiara mancanza di barriere intraspecifiche per cui facilmente possono emergere in modo stabile nuove combinazioni di caratteri. Sono stati fatti degli esperimenti d'incrocio fino a 6 mwac8specie diverse fra di loro. I vari mwadaibridi possono esser distinti a seconda che prevalgono le caratteristiche dell'una o dell'altra parte. In effetti più di qualche mwadeibrido può non essere riconosciuto come tale e trattato come variante o addirittura come mwaditaxa.cite-ref-pign-6-1[6]cite-ref-efloras-14-1[14]
Documentiamo il fenomeno della mwadwibridazione di questo mwad0Genere con due mwad4ibridi abbastanza comuni nelle mwad8Alpi: il mwaeamwaeeCirsium oleraceum con il mwaeimwaemCirsium erisithales e il mwaeqmwaeuCirsium pannonicum.
• mwaegIbrido fra: mwaekmwaeoCirsium oleraceum e il mwaesmwaewCirsium erisithales: l'impianto generale della pianta si avvicina di più alla specie mwae0oleraceum soprattutto per il colore verde chiaro - giallastro delle mwae4brattee; della mwae8specie mwafaerisithales sono evidenti i mwafecapolini più isolati e il fusto meno ramoso e più nudo nella parte alta; la divisione delle foglie è intermedia fra le due specie. Della specie mwafierisithales non è evidente il tipico portamento nutante del mwafmcapolino (lievemente pendulo).
• mwag8Ibrido fra: mwahamwaheCirsium oleraceum e il mwahimwahmCirsium pannonicum: anche in questo caso prevalgono lievemente le caratteristiche più evidenti della mwahqspecie mwahuoleraceum, mentre della mwahyspecie mwahcpannonicum sono rilevanti le foglie a lamina quasi intera (e non divisa come in mwahgoleraceum) e l'mwahkinfiorescenza formata da mwahocapolini isolati su fusto nudo e priva di mwahsbrattee. Manca completamente il riferimento al colore rossomwahw – vinoso della mwah0corolla tipica della mwah4specie mwah8pannonicum.
Distribuzione e habitat
Le mwajwspecie del mwaj0genere "Cardo" sono delle piante tipicamente mwaj4xerofile, sono quindi distribuite nell'mwaj8Europa (in preferenza nelle zone centromwaka – meridionali), nell'mwakeAsia temperata, nell'mwakiAfrica del Nord soprattutto attorno al mwakmbacino del Mediterraneo ma con estensioni anche verso sud fino all'mwakqAbissinia. Nel mwakuNuovo Mondo (America) sono distribuite attorno all'area boreale e centrale. Le diverse specie di questo genere, presenti nel Nord America (circa una sessantina), in base a preliminari studi filogenetici molecolari pare che si siano evolute da una singola introduzione dall'Eurasia.cite-ref-efloras-14-2[14]
L'mwakshabitat è il più vario essendo piante abbastanza robuste: paludi, prati, boschi, praterie, dune di sabbia e deserti.
Usi
In genere queste piante sono abbastanza mwak8infestanti sia per la loro spinosità poco accetta al bestiame nei pascoli, che per la facilità con cui si riproducono e si propagano quando si installano in nuove zone (come ad esempio nel mwalaNuovo Mondo – vedi le note); sono inoltre anche di poca importanza nell'economia umana.
Cucina
Due sono le mwalmspecie (mwalqmwaluCirsium oleraceum e mwalymwalcCirsium eriophorum) che a volte sono usate in cucina nei nostri territori: i giovani getti e i ricettacoli possono essere consumati come i mwalgcarciofi. I cardi in genere hanno pochissime calorie e richiedono molto tempo sia per pulirli che per cucinarli. Tra gli altri modi possono essere cucinati gratinati, fritti o messi sotto olio. In mwalkSardegna si produce un liquore di cardo. Il momento migliore della raccolta è l'mwaloInverno, periodo durante il quale il cardo raggiunge la maturità.
Giardinaggio
Queste piante trovano un certo impiego nei giardini rocciosi e alpini; qui ricordiamo le specie più impiegate a tale scopo: mwal0mwal4Cirsium oleraceum, mwal8mwamaCirsium spinosissimum, mwamemwamiCirsium eriophorum e mwammCirsium ferox.
Ecologia
Alcune piante di cardo sono utilizzate come cibo dalle larve di mwamclepidotteri tra le quali alcune specie della famiglia delle mwamgColeophoridae, mwamkGeometridae, mwamoNoctuidae e mwamsSphingidae.
Notizie varie
• Il cardo, da un punto di vista storico è una pianta molto antica: i primi riferimenti certi sono stati trovati nella mwam8civiltà Egizia; ma prima ancora sembra che fosse usato in mwanaEtiopia.
• Negli mwaniStati Uniti in più di qualche pubblicazione, questa pianta, viene considerata "erbaccia invasiva" che facilmente forma densi boschetti soppiantando altri tipi di vegetazione più utili come il foraggio dei pascoli; inoltre non è gradita al bestiame e risulta sgradevole anche alla fauna selvatica come cervi e alci (questo a causa della spinosità della pianta che alla fine risulta una caratteristica vincente per la specie in quanto resiste, più di altre specie, al passaggio delle varie mandrie di erbivori). La presenza di queste specie nel fieno diminuisce inoltre il suo valore di alimentazione e riduce il prezzo di mercato. In queste zone, per ridurre l'infestazione, si usano vari metodi sia meccanici che chimici (taglio selettivo in prossimità del suolo o taglio dei fiori prima della dispersione dei semi; oppure tramite opportuni erbicidi). La maggioranza dei Cardi non sono piante native dell'mwanmAmerica e si pensa siano state introdotte durante il periodo coloniale negli Stati Uniti verso la fine dell'Ottocento come contaminante di sementi varie.
Note
cite-note-apgiv-11. ↑ mwan8(mwaoamwaoeEN) The Angiosperm Phylogeny Group, mwaoimwaomAn update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in mwaoqmwaouBotanical Journal of the Linnean Society, vol.mwaoy 181, n.mwaoc 1, 2016, pp.mwaog 1-20.
cite-note-kew-22. ↑ mwao4mwao8mwapaWorld Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su mwapepowo.science.kew.org. mwapiURL consultato il 6 febbraio 2021.
cite-note-33. ↑ mwapymwapcmwapgBotanical names, su mwapkcalflora.net. mwapoURL consultato il 26 febbraio 2012.
cite-note-44. ↑ mwap4mwap8Motta 1960,mwaqa vol. 1, pag. 617.
cite-note-55. ↑ mwaqqmwaqumwaqyThe International Plant Names Index, su mwaqcipni.org. mwaqgURL consultato il 28 marzo 2012.
cite-note-pign-66. ↑ mwaq4mwaq8Pignatti 1982,mwara vol. 3, pagg. 154-162.
cite-note-77. ↑ mwarqmwaruAeschimann et al. 2004,mwary vol. 2, pagg. 580-590.
cite-note-88. ↑ mwaromwarsPignatti 1982,mwarw vol. 3, pag. 1.
cite-note-99. ↑ mwasamwaseStrasburger 2007,mwasi pag. 860.
cite-note-kj-1111. ↑ mwatymwatcKadereit & Jeffrey 2007,mwatg pag. 132.
cite-note-fs-1212. ↑ mwat4mwat8Funk & Susanna 2009,mwaua pag. 300.
cite-note-herr-1313. ↑ mwaugmwaukHerrando et al. 2019.
cite-note-efloras-1414. ↑ mwavemwavimwavmeFloras, su mwavqmwavuFlora of North America. mwavyURL consultato il 28 marzo 2012.
cite-note-1717. ↑ mwawgmwawkStrasburger 2007,mwawo pag. 858.
cite-note-1818. ↑ mwaw4mwaw8mwaxaWorld Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su mwaxepowo.science.kew.org. mwaxiURL consultato il 18 marzo 2021.
cite-note-1919. ↑ mwaxymwaxcFunk & Susanna 2009,mwaxg pag. 293.
cite-note-barr-2020. ↑ mwax4mwax8Barres et al. 2013.
cite-note-ack-2121. ↑ mwaycmwaygAckerfield et al. 2020.
cite-note-2222. ↑ mwaywFunk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., mway0mway4Classification of Compositae (mway8mwazaPDF), in mwazeSystematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, mwaziInternational Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009. mwazmURL consultato il 3 dicembre 2010 mwazq(archiviato dall'mwazuurl originale il 14 aprile 2016).
cite-note-mpe-2323. ↑ mwazk(mwazomwazsEN) Núria Garcia-Jacas, Teresa Garnatje, Alfonso Susanna and Roser Vilatersana, mwazwmwaz0Tribal and Subtribal Delimitation and Phylogeny of the Cardueae (Asteraceae): A Combined Nuclear and Chloroplast DNA Analysis (mwaz4mwaz8PDF), in mwa0aMolecular Phylogenetics and Evolution - Vol. 22, No. 1, January, pp. 51– 64, 2002. mwa0eURL consultato il 19 dicembre 2025 mwa0i(archiviato dall'mwa0murl originale il 1º novembre 2020).
Bibliografia
• citerefmotta-1960Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore. Volume 1, 1960, p. 617.
• citerefpignatti-1982Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, pp. 154-162, ISBN 88-506-2449-2.
• citerefaeschimann-et-al-2004D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pp. 580-590.
• citerefmusmarra-19961996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
• citerefstrasburger-2007Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
• citerefjudd-2007Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
• citerefconti-et-al-2005(EN) F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini, C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 78, ISBN 88-7621-458-5.
• citerefkadereit-jeffrey-2007(EN) Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007.
• citereffunk-susanna-2009(EN) V.A. Funk, A. Susanna, T.F. Steussy & R.J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
• citerefbarres-et-al-2013(EN) Laia Barres et al., Reconstructing the Evolution and Biogeograpnic History of Tribe Cardueae (Compositae), in Botany, vol. 100, n. 5, 2013, pp. 1-16.
• citerefackerfield-et-al-2020(EN) Jennifer Ackerfield, Alfonso Susanna, Vicki Funk, Dean Kelch, Daniel S. Park, Andrew H. Thornhill, Bayram Yildiz, Turan Arabaci, Tuncay Dirmenci, A prickly puzzle: Generic delimitations in the Carduus‐Cirsium group (Compositae: Cardueae: Carduinae), in Taxon, vol. 69, n. 4, 2020, pp. 715-738.
• citerefherrando-et-al-2019(EN) Sonia Herrando-Morairaa et al., Nuclear and plastid DNA phylogeny of the tribe Cardueae (Compositae) with Hyb-Seq data: A new subtribal classification and a temporal framework for the origin of the tribe and the subtribes, in Molecular Phylogenetics and Evolution, vol. 137, 2019, pp. 313-332.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikispecies
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Cirsium
• Wikispecies contiene informazioni su Cirsium
Collegamenti esterni
• mwa1wBotanica Sistematica, su homolaicus.com.
• mwa14Index synonymique de la flore de France, su www2.dijon.inra.fr.
• mwa2iCrescent Bloom, su crescentbloom.com.
• mwa2qFlora Europaea - Royal Botanic Garden Edinburgh, su 193.62.154.38.
• mwa2ymwa2c Cirsium eFloras Database
• mwa2kmwa2o Cirsium IPNI Database
• mwa2wmwa20 Cirsium EURO MED - PlantBase Checklist Database
• mwa28mwa3a Cirsium Tropicos Database
• mwa3imwa3mCirsium Royal Botanic Gardens KEW - Database